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Un momento di preghiera e di riflessione ed allo stesso tempo una riscoperta delle proprie radici, della cultura e della civiltà contadina. Ha riempito di emozioni il cuore dei presenti il Presepe Vivente organizzato nella frazione San Costantino dai giovani dell’associazione culturale Eleutherìa e dalla comunità parrocchiale del medesimo paese. Alla manifestazione di carattere religioso è stata data un’impronta particolare e tradizionale attraverso la proposizione, all’interno delle varie scene, dei mestieri e dei sapori di una volta. Gli scenari sono stati allestiti nelle vie del centro storico paesano e in località cosiddetta “Ammu”. L’opera sacra ha avuto inizio con l’Annunciazione e l’arrivo di tutti i personaggi con la Madonna e San Giuseppe in testa al corteo. Un bambino di pochi mesi è stato posizionato in una mangiatoia, come vuole la tradizione, all’interno di una capanna ricavata in una grotta naturale grazie alla paziente e abile opera dei molti volontari che si sono dati da fare negli ultimi due mesi onde poter predisporre al meglio ogni dettaglio. Per accedere a tale grotta i protagonisti del Presepe hanno dovuto attraversare un ponticello di legno sotto cui scorreva un ruscello artificiale appositamente e sapientemente realizzato nei pressi di un laghetto. Numerosi i mestieri posizionati lungo tutto il percorso: “u cannizzaru”, “U forgiaru”, “u falignami”, “u pasturi”, “u ricottaru”, “u piscaturi” , “u castagnaru”, “u tilaru” (con tanto di telaio antico funzionante) e altri ancora. Anche molti animali domestici sono stati trasportati sullo scenario per renderlo più vivace, realistico e caratteristico. In alcuni punti del tragitto è stato inoltre possibile gustare svariate specialità, preparate al momento, come: caldarroste, pane appena sfornato, “ziringuli”, “curujcchi”, “nacatoli”, vino, ricotte e, addirittura, pizza. Tutte queste pietanze sono state preparate secondo le ricette di una volta, utilizzando ingredienti genuini e tecniche artigianali. I Re Magi sono arrivati a cavallo poco prima della conclusione della manifestazione, terminata con la benedizione del parroco Don Giuseppe Vitaliano. Quello di San Costantino è stato un evento religioso e di preghiera, quindi, collocato in uno scenario suggestivo ed in un contesto sociale che il tempo ha man mano modificato radicalmente ma la cui memoria si intende conservare e preservare per le generazioni future. L’associazione Eleutherìa, presieduta da Stefania Aprile, ha tenuto a ringraziare l’intera comunità parrocchiale senza il cui contributo non sarebbe stato possibile realizzare un’iniziativa così bella. Un ulteriore ringraziamento, da parte degli organizzatori, alle istituzioni locali che hanno sostenuto l’appuntamento e al Prof. Luigi Maria Lombardi Satriani, noto antropologo originario proprio di questo piccolo centro briaticese. Il docente de “La Sapienza” di Roma, presente alla manifestazione, ha per l’occasione aperto al pubblico i luoghi dove sono state allestite buona parte delle scene. |